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Dopo una consolidata carriera di circa 12 anni nel settore della comunicazione in qualità di art director prima e consulente d’immagine e marketing poi, ho lasciato che la voglia di spazio, liberta e natura prevalessero sopra ogni altro desiderio. Istintivamente credo sia questo il motivo … da qui sono poi avvenute molte riflessioni, stati d’animo e dubbi, in conclusione tutti superati. Grazie alle innumerevoli esperienze professionali, fatte in un settore creativo e appassionante come quello delle arti visive, ho avuto la possibilità di vivere, seppur brevemente nell’arco progettuale, decine di professioni, tanto da rendermi conto che la corsa quotidiana del nostro progresso urbanizzato e tecnologico era arrivata a un bivio … almeno per me! Probabilmente, la frenesia e gli interessi economici che avevo spesso approvato e condiviso, sono stati gli elementi decisivi che mi avevano portato a interrogarmi su alcuni quesiti fondamentali. La risposta che ne è scaturita è oggi la professione che svolgo. Essere un fotoreporter naturalista è prima di tutto un lavoro! Un po’ atipico ma, ne più ne meno come le altre professioni. |
| Puntualizzare questo aspetto è necessario perché spesso in molti credono sia un bel modo di vivere alternativo al lavoro. Non è così!Ho scelto, deciso di cambiare e vivere questa professione perché sentivo la necessità di offrire un contributo concreto al pianeta in cui vivo, documentando in prima persona i cambiamenti naturali e culturali per opera dell’uomo o dell’ecosistema stesso. Alcuni luoghi, civiltà e specie animali, rischiano l’estinzione o subiscono cambiamenti sostanziali tanto da essere monitorati … è il caso delle foreste, i ghiacciai, deserti, mari e barriere coralline… Per sensibilizzare l’opinione pubblica verso un problema può essere necessario mostrare immagini crude che dimostrino il crimine. Spesso invece, la forza maggiore sta proprio nella bellezza e meraviglia di un ecosistema intatto, talmente puro da non necessitare parole per convincere chiunque a volerlo protegge e mantenere. Da 7 anni opero come freelance su incarico di Università, Comuni e Regioni, Centri di Ricerca scientifica, Enti parchi e riserve, Aziende private, Case Editrici, Case di Produzione cinematografiche e televisive. Seguo spedizioni scientifiche e naturalistiche in diversi ambiti esplorativi, dai reportage in ambienti sottomarini, progressioni alpinistiche, speleologia in grotte naturali e speleo archeologia. Inoltre, documentari e reportage a scopo tutelativo, conservazionistico, divulgativo delle specie animali, culture e popolazioni antiche in territori impervi quali giungle, foreste, deserti e ghiacciai. Per praticare attivamente questa professione ho dovuto reinventarmi e cercare di capitalizzare i reportage che producevo per poterli vendere e continuare a produrre. Attrezzature, viaggi e corsi … più o meno tutto il necessario per potersi definire fotografo naturalista. Questo non basta! Se si hanno abbastanza soldi, chiunque può viaggiare e comprarsi attrezzature professionali. La differenza sta nell’esperienza, nella capacità di adattamento all’ambiente selvaggio e nel sapere esattamente cosa e come raccontare una storia utile nel tutelare una specie, una cultura o un ambiente. Bisogna vivere in luoghi spesso inospitali, costringendo la mente e il corpo a notevoli sollecitazioni psicofisiche. E’ qualcosa che non ha nulla a che vedere con il viaggiare. Senza una adeguata preparazione, l’insuccesso è assicurato o peggio ancora qualche danno fisico. Nel corso degli anni ho praticato molti sport … Nel 1997 ho conseguito il brevetto d’istruttore subacqueo SSI, ho praticato equitazione, kayak, vela, motocross e fuoristrada … ho allenato il fisico praticando corsa, atletica, body building e parkour, ho appreso tecniche di free climbing, alpinismo e tree climbing e ancora oggi seguo corsi e pratico nuove attività come la speleologia e la speleo archeologia. Ogni ambiente richiede la sua specializzazione è per questo che affrontare reportage naturalistici richiede una adeguata esperienza. Inoltre, per fotografare animali in natura è fondamentale conoscere la specie, il comportamento, le abitudini e l’habitat. Essere un biologo, uno zoologo o un botanico è un vantaggio ma non è un vincolo. Anche per questo seguo spedizioni scientifiche, proprio perché la preparazione di un team specializzato è insostituibile. Uso attrezzature di ogni genere. Oltre a quelle fotografiche, ci sono anche quelle subacquee, da arrampicata, speleo , attrezzatura da campeggio e molto altro ... |
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